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ATTUALITà |
di Redazione Vivere Montesarchio |
Solopaca, la Festa dell’Uva continua: ancora tre giorni tra carri, musica e tradizione |
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La grande sfilata dei carri allegorici ha regalato ieri a Solopaca uno dei momenti più attesi della Festa dell’Uva, ma la 47ª edizione non è ancora finita. Il programma prosegue fino a mercoledì 16 settembre con nuovi appuntamenti dedicati ai carri, alla musica, all’enogastronomia e alla tradizione popolare. A Solopaca i carri raccontano una storia lunga secoli. Le origini della festa affondano infatti nel Settecento, quando la Confraternita legata alla Madonna Addolorata raccoglieva doni della terra, soprattutto uva, che venivano trasportati su carri addobbati e successivamente venduti. Il ricavato contribuiva alle attività della comunità. Era una tradizione religiosa e insieme contadina, legata al ringraziamento per il raccolto. Dopo un lungo periodo di interruzione, la festa venne recuperata nella seconda metà degli anni Settanta. Il Comune fa risalire la prima edizione al 1977, mentre altre ricostruzioni indicano il 1978 come anno della ripresa della manifestazione. Una differenza nelle fonti che non cambia il dato fondamentale: è nella seconda metà degli anni Settanta che prende forma la moderna tradizione dei carri, destinata a diventare negli anni il simbolo più riconoscibile della Festa dell’Uva e di Solopaca. La loro realizzazione è una forma di artigianato particolare. I chicchi non vengono semplicemente utilizzati come decorazione, ma scelti e incollati uno alla volta, giocando sulle diverse tonalità dell’uva bianca e nera per ottenere immagini, personaggi e scenografie. Un lavoro paziente che trasforma un elemento della produzione agricola in una vera opera collettiva. Nel tempo il significato dei carri è cambiato. Da simbolo dell’offerta votiva sono diventati soprattutto uno strumento per raccontare la società, l’attualità, la fantasia e la cultura del territorio, mantenendo però al centro l’uva e il vino di Solopaca. Dal 1998 alla sfilata si è aggiunto anche il corteo storico dedicato ai Ceva-Grimaldi, la famiglia che ebbe il feudo di Telese e della Terra di Solopaca tra il Cinquecento e il Settecento. Ed è proprio questa capacità di cambiare senza perdere le proprie radici che continua a rendere particolare la Festa dell’Uva. Una tradizione che, anche con la 47ª edizione, aggiunge un’altra pagina alla storia di Solopaca e della Valle Telesina, ma che guarda ancora ai prossimi giorni di festa. La manifestazione, infatti, prosegue con un calendario ricco di appuntamenti. Lunedì 14 settembre, alle ore 19, torna la tradizionale “Sfilata Contromano” dei carri allegorici, che attraverseranno nuovamente le vie del paese. Alla stessa ora, presso i Giardini del Comune, saranno aperti gli stand enogastronomici “Saperi e Sapori di Solopaca e dintorni”. Alle ore 20 sarà possibile ammirare i carri allegorici durante l’esposizione lungo le strade del borgo. La serata proseguirà alle 21.30 in Piazza Perlingieri con lo spettacolo musicale e di animazione “Beat 90 Game Tour”. Martedì 15 settembre, alle ore 19, spazio alla “Sfilata Replay” dei carri dell’Uva, che torneranno ancora una volta lungo le vie del paese. Alle ore 20 è prevista l’esposizione conclusiva dei carri allegorici presso Palazzo Ducale e Largo San Mauro. Alle 21.30, nella cornice di Palazzo Ducale, la serata continuerà con il dj set di Danny L e Luigi Di Domenico. Il gran finale è previsto mercoledì 16 settembre, alle ore 20.30, presso la Cantina di Solopaca, con la cerimonia ufficiale, l’estrazione della lotteria e la proclamazione dei carri allegorici vincitori della 47ª edizione. A seguire, la Festa dell’Uva si chiuderà con il concerto degli Almaterra Popolare, dedicato alla musica etnica e tradizionale, negli spazi della Cantina di Solopaca. Per Solopaca, dunque, la festa non si ferma alla grande sfilata. I carri saranno ancora protagonisti per altri due giorni, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare da vicino il lavoro e la creatività che si nascondono dietro queste particolari opere realizzate con i chicchi d’uva, prima del momento conclusivo che decreterà i vincitori dell’edizione 2026.
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Solopaca, la Festa dell’Uva continua: ancora tre giorni tra carri, musica e tradizione
La grande sfilata dei carri allegorici ha regalato ieri a Solopaca uno dei momenti più attesi della Festa dell’Uva, ma la 47ª edizione non è ancora finita. Il programma prosegue fino a mercoledì 16 settembre con nuovi appuntamenti dedicati ai carri, alla musica, all’enogastronomia e alla tradizione popolare.
A Solopaca i carri raccontano una storia lunga secoli. Le origini della festa affondano infatti nel Settecento, quando la Confraternita legata alla Madonna Addolorata raccoglieva doni della terra, soprattutto uva, che venivano trasportati su carri addobbati e successivamente venduti. Il ricavato contribuiva alle attività della comunità. Era una tradizione religiosa e insieme contadina, legata al ringraziamento per il raccolto.
Dopo un lungo periodo di interruzione, la festa venne recuperata nella seconda metà degli anni Settanta. Il Comune fa risalire la prima edizione al 1977, mentre altre ricostruzioni indicano il 1978 come anno della ripresa della manifestazione. Una differenza nelle fonti che non cambia il dato fondamentale: è nella seconda metà degli anni Settanta che prende forma la moderna tradizione dei carri, destinata a diventare negli anni il simbolo più riconoscibile della Festa dell’Uva e di Solopaca.
La loro realizzazione è una forma di artigianato particolare. I chicchi non vengono semplicemente utilizzati come decorazione, ma scelti e incollati uno alla volta, giocando sulle diverse tonalità dell’uva bianca e nera per ottenere immagini, personaggi e scenografie. Un lavoro paziente che trasforma un elemento della produzione agricola in una vera opera collettiva.
Nel tempo il significato dei carri è cambiato. Da simbolo dell’offerta votiva sono diventati soprattutto uno strumento per raccontare la società, l’attualità, la fantasia e la cultura del territorio, mantenendo però al centro l’uva e il vino di Solopaca.
Dal 1998 alla sfilata si è aggiunto anche il corteo storico dedicato ai Ceva-Grimaldi, la famiglia che ebbe il feudo di Telese e della Terra di Solopaca tra il Cinquecento e il Settecento.
Ed è proprio questa capacità di cambiare senza perdere le proprie radici che continua a rendere particolare la Festa dell’Uva. Una tradizione che, anche con la 47ª edizione, aggiunge un’altra pagina alla storia di Solopaca e della Valle Telesina, ma che guarda ancora ai prossimi giorni di festa.
La manifestazione, infatti, prosegue con un calendario ricco di appuntamenti.
Lunedì 14 settembre, alle ore 19, torna la tradizionale “Sfilata Contromano” dei carri allegorici, che attraverseranno nuovamente le vie del paese. Alla stessa ora, presso i Giardini del Comune, saranno aperti gli stand enogastronomici “Saperi e Sapori di Solopaca e dintorni”.
Alle ore 20 sarà possibile ammirare i carri allegorici durante l’esposizione lungo le strade del borgo. La serata proseguirà alle 21.30 in Piazza Perlingieri con lo spettacolo musicale e di animazione “Beat 90 Game Tour”.
Martedì 15 settembre, alle ore 19, spazio alla “Sfilata Replay” dei carri dell’Uva, che torneranno ancora una volta lungo le vie del paese. Alle ore 20 è prevista l’esposizione conclusiva dei carri allegorici presso Palazzo Ducale e Largo San Mauro.
Alle 21.30, nella cornice di Palazzo Ducale, la serata continuerà con il dj set di Danny L e Luigi Di Domenico.
Il gran finale è previsto mercoledì 16 settembre, alle ore 20.30, presso la Cantina di Solopaca, con la cerimonia ufficiale, l’estrazione della lotteria e la proclamazione dei carri allegorici vincitori della 47ª edizione.
A seguire, la Festa dell’Uva si chiuderà con il concerto degli Almaterra Popolare, dedicato alla musica etnica e tradizionale, negli spazi della Cantina di Solopaca.
Per Solopaca, dunque, la festa non si ferma alla grande sfilata. I carri saranno ancora protagonisti per altri due giorni, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare da vicino il lavoro e la creatività che si nascondono dietro queste particolari opere realizzate con i chicchi d’uva, prima del momento conclusivo che decreterà i vincitori dell’edizione 2026.
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Solopaca, la Festa dell’Uva continua: ancora tre giorni tra carri, musica e tradizione
La grande sfilata dei carri allegorici ha regalato ieri a Solopaca uno dei momenti più attesi della Festa dell’Uva, ma la 47ª edizione non è ancora finita. Il programma prosegue fino a mercoledì 16 settembre con nuovi appuntamenti dedicati ai carri, alla musica, all’enogastronomia e alla tradizione popolare.
A Solopaca i carri raccontano una storia lunga secoli. Le origini della festa affondano infatti nel Settecento, quando la Confraternita legata alla Madonna Addolorata raccoglieva doni della terra, soprattutto uva, che venivano trasportati su carri addobbati e successivamente venduti. Il ricavato contribuiva alle attività della comunità. Era una tradizione religiosa e insieme contadina, legata al ringraziamento per il raccolto.
Dopo un lungo periodo di interruzione, la festa venne recuperata nella seconda metà degli anni Settanta. Il Comune fa risalire la prima edizione al 1977, mentre altre ricostruzioni indicano il 1978 come anno della ripresa della manifestazione. Una differenza nelle fonti che non cambia il dato fondamentale: è nella seconda metà degli anni Settanta che prende forma la moderna tradizione dei carri, destinata a diventare negli anni il simbolo più riconoscibile della Festa dell’Uva e di Solopaca.
La loro realizzazione è una forma di artigianato particolare. I chicchi non vengono semplicemente utilizzati come decorazione, ma scelti e incollati uno alla volta, giocando sulle diverse tonalità dell’uva bianca e nera per ottenere immagini, personaggi e scenografie. Un lavoro paziente che trasforma un elemento della produzione agricola in una vera opera collettiva.
Nel tempo il significato dei carri è cambiato. Da simbolo dell’offerta votiva sono diventati soprattutto uno strumento per raccontare la società, l’attualità, la fantasia e la cultura del territorio, mantenendo però al centro l’uva e il vino di Solopaca.
Dal 1998 alla sfilata si è aggiunto anche il corteo storico dedicato ai Ceva-Grimaldi, la famiglia che ebbe il feudo di Telese e della Terra di Solopaca tra il Cinquecento e il Settecento.
Ed è proprio questa capacità di cambiare senza perdere le proprie radici che continua a rendere particolare la Festa dell’Uva. Una tradizione che, anche con la 47ª edizione, aggiunge un’altra pagina alla storia di Solopaca e della Valle Telesina, ma che guarda ancora ai prossimi giorni di festa.
La manifestazione, infatti, prosegue con un calendario ricco di appuntamenti.
Lunedì 14 settembre, alle ore 19, torna la tradizionale “Sfilata Contromano” dei carri allegorici, che attraverseranno nuovamente le vie del paese. Alla stessa ora, presso i Giardini del Comune, saranno aperti gli stand enogastronomici “Saperi e Sapori di Solopaca e dintorni”.
Alle ore 20 sarà possibile ammirare i carri allegorici durante l’esposizione lungo le strade del borgo. La serata proseguirà alle 21.30 in Piazza Perlingieri con lo spettacolo musicale e di animazione “Beat 90 Game Tour”.
Martedì 15 settembre, alle ore 19, spazio alla “Sfilata Replay” dei carri dell’Uva, che torneranno ancora una volta lungo le vie del paese. Alle ore 20 è prevista l’esposizione conclusiva dei carri allegorici presso Palazzo Ducale e Largo San Mauro.
Alle 21.30, nella cornice di Palazzo Ducale, la serata continuerà con il dj set di Danny L e Luigi Di Domenico.
Il gran finale è previsto mercoledì 16 settembre, alle ore 20.30, presso la Cantina di Solopaca, con la cerimonia ufficiale, l’estrazione della lotteria e la proclamazione dei carri allegorici vincitori della 47ª edizione.
A seguire, la Festa dell’Uva si chiuderà con il concerto degli Almaterra Popolare, dedicato alla musica etnica e tradizionale, negli spazi della Cantina di Solopaca.
Per Solopaca, dunque, la festa non si ferma alla grande sfilata. I carri saranno ancora protagonisti per altri due giorni, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare da vicino il lavoro e la creatività che si nascondono dietro queste particolari opere realizzate con i chicchi d’uva, prima del momento conclusivo che decreterà i vincitori dell’edizione 2026.

