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12.09.2026 16:05
firma Redazione Vivere Montesarchio (montesarchio@vivere.it)

di Redazione Vivere Montesarchio
montesarchio@vivere.it

Tracce di piombo nei pomodori della Valle Caudina: resta il divieto di consumo

Tracce di piombo sono state riscontrate nei pomodori coltivati in alcune aziende agricole della Valle Caudina irpina. A rilevarle è stato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, che ha analizzato i campioni prelevati dall’Asl di Avellino nei territori di San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Rotondi e Cervinara.

Il dato si inserisce nelle verifiche avviate dopo l’incendio che, lo scorso 31 agosto, ha interessato un sito industriale nella zona PIP di Airola, provocando una vasta nube di fumo e facendo scattare una serie di provvedimenti precauzionali nei comuni della Valle Caudina.

Alla luce dei risultati sui prodotti agricoli, nei quattro comuni irpini resta in vigore il divieto di consumare frutta e ortaggi potenzialmente esposti agli agenti inquinanti. Una misura che rimane dunque distinta dagli ultimi risultati relativi alla qualità dell’aria.

Sul fronte atmosferico, infatti, i dati più recenti dell’Arpac restituiscono un quadro decisamente più rassicurante: le concentrazioni di diossine e furani rilevate sono risultate inferiori ai valori di riferimento previsti dalla normativa.

A Cervinara il sindaco Filuccio Tangredi ha comunicato i nuovi risultati delle rilevazioni effettuate dopo i valori inizialmente considerati preoccupanti. «I risultati odierni ci confortano», ha spiegato il primo cittadino, evidenziando come il livello delle diossine sia sceso a 0,024, rientrando al di sotto dei valori medi indicati.

Il Comune, tuttavia, mantiene alta l’attenzione in attesa delle prossime rilevazioni. «Continueremo, tuttavia, a mantenere alta l’attenzione e ad attendere le prossime rilevazioni e i relativi risultati», ha fatto sapere Tangredi, assicurando che ogni ulteriore aggiornamento sarà comunicato tempestivamente alla cittadinanza.

Il miglioramento dei parametri dell’aria potrebbe aprire la strada alla revoca dell’ordinanza che dispone la chiusura delle scuole e il divieto di manifestazioni pubbliche e private, ma la decisione sarà assunta sulla base del quadro complessivo delle verifiche.

Resta invece particolarmente delicato il capitolo relativo alle produzioni agricole. Il riscontro del piombo nei pomodori rende necessario mantenere le cautele già adottate, in attesa di ulteriori accertamenti che consentano di definire con maggiore precisione l’eventuale estensione della contaminazione e le conseguenti misure da adottare.

La situazione continua dunque a essere monitorata dagli enti competenti, con Arpac, Asl e Istituto Zooprofilattico impegnati nelle attività di controllo. Per i cittadini, al momento, la raccomandazione resta quella di attenersi scrupolosamente alle ordinanze in vigore e agli eventuali aggiornamenti ufficiali dei Comuni.

Aprilo qui https://vivere.me/g7dZ
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Tracce di piombo nei pomodori della Valle Caudina: resta il divieto di consumo

Tracce di piombo sono state riscontrate nei pomodori coltivati in alcune aziende agricole della Valle Caudina irpina. A rilevarle è stato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, che ha analizzato i campioni prelevati dall’Asl di Avellino nei territori di San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Rotondi e Cervinara.

Il dato si inserisce nelle verifiche avviate dopo l’incendio che, lo scorso 31 agosto, ha interessato un sito industriale nella zona PIP di Airola, provocando una vasta nube di fumo e facendo scattare una serie di provvedimenti precauzionali nei comuni della Valle Caudina.

Alla luce dei risultati sui prodotti agricoli, nei quattro comuni irpini resta in vigore il divieto di consumare frutta e ortaggi potenzialmente esposti agli agenti inquinanti. Una misura che rimane dunque distinta dagli ultimi risultati relativi alla qualità dell’aria.

Sul fronte atmosferico, infatti, i dati più recenti dell’Arpac restituiscono un quadro decisamente più rassicurante: le concentrazioni di diossine e furani rilevate sono risultate inferiori ai valori di riferimento previsti dalla normativa.

A Cervinara il sindaco Filuccio Tangredi ha comunicato i nuovi risultati delle rilevazioni effettuate dopo i valori inizialmente considerati preoccupanti. «I risultati odierni ci confortano», ha spiegato il primo cittadino, evidenziando come il livello delle diossine sia sceso a 0,024, rientrando al di sotto dei valori medi indicati.

Il Comune, tuttavia, mantiene alta l’attenzione in attesa delle prossime rilevazioni. «Continueremo, tuttavia, a mantenere alta l’attenzione e ad attendere le prossime rilevazioni e i relativi risultati», ha fatto sapere Tangredi, assicurando che ogni ulteriore aggiornamento sarà comunicato tempestivamente alla cittadinanza.

Il miglioramento dei parametri dell’aria potrebbe aprire la strada alla revoca dell’ordinanza che dispone la chiusura delle scuole e il divieto di manifestazioni pubbliche e private, ma la decisione sarà assunta sulla base del quadro complessivo delle verifiche.

Resta invece particolarmente delicato il capitolo relativo alle produzioni agricole. Il riscontro del piombo nei pomodori rende necessario mantenere le cautele già adottate, in attesa di ulteriori accertamenti che consentano di definire con maggiore precisione l’eventuale estensione della contaminazione e le conseguenti misure da adottare.

La situazione continua dunque a essere monitorata dagli enti competenti, con Arpac, Asl e Istituto Zooprofilattico impegnati nelle attività di controllo. Per i cittadini, al momento, la raccomandazione resta quella di attenersi scrupolosamente alle ordinanze in vigore e agli eventuali aggiornamenti ufficiali dei Comuni.


Tracce di piombo nei pomodori della Valle Caudina: resta il divieto di consumo
ATTUALITA'

Tracce di piombo nei pomodori della Valle Caudina: resta il divieto di consumo

Tracce di piombo sono state riscontrate nei pomodori coltivati in alcune aziende agricole della Valle Caudina irpina. A rilevarle è stato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, che ha analizzato i campioni prelevati dall’Asl di Avellino nei territori di San Martino Valle Caudina, Roccabascerana, Rotondi e Cervinara.

Il dato si inserisce nelle verifiche avviate dopo l’incendio che, lo scorso 31 agosto, ha interessato un sito industriale nella zona PIP di Airola, provocando una vasta nube di fumo e facendo scattare una serie di provvedimenti precauzionali nei comuni della Valle Caudina.

Alla luce dei risultati sui prodotti agricoli, nei quattro comuni irpini resta in vigore il divieto di consumare frutta e ortaggi potenzialmente esposti agli agenti inquinanti. Una misura che rimane dunque distinta dagli ultimi risultati relativi alla qualità dell’aria.

Sul fronte atmosferico, infatti, i dati più recenti dell’Arpac restituiscono un quadro decisamente più rassicurante: le concentrazioni di diossine e furani rilevate sono risultate inferiori ai valori di riferimento previsti dalla normativa.

A Cervinara il sindaco Filuccio Tangredi ha comunicato i nuovi risultati delle rilevazioni effettuate dopo i valori inizialmente considerati preoccupanti. «I risultati odierni ci confortano», ha spiegato il primo cittadino, evidenziando come il livello delle diossine sia sceso a 0,024, rientrando al di sotto dei valori medi indicati.

Il Comune, tuttavia, mantiene alta l’attenzione in attesa delle prossime rilevazioni. «Continueremo, tuttavia, a mantenere alta l’attenzione e ad attendere le prossime rilevazioni e i relativi risultati», ha fatto sapere Tangredi, assicurando che ogni ulteriore aggiornamento sarà comunicato tempestivamente alla cittadinanza.

Il miglioramento dei parametri dell’aria potrebbe aprire la strada alla revoca dell’ordinanza che dispone la chiusura delle scuole e il divieto di manifestazioni pubbliche e private, ma la decisione sarà assunta sulla base del quadro complessivo delle verifiche.

Resta invece particolarmente delicato il capitolo relativo alle produzioni agricole. Il riscontro del piombo nei pomodori rende necessario mantenere le cautele già adottate, in attesa di ulteriori accertamenti che consentano di definire con maggiore precisione l’eventuale estensione della contaminazione e le conseguenti misure da adottare.

La situazione continua dunque a essere monitorata dagli enti competenti, con Arpac, Asl e Istituto Zooprofilattico impegnati nelle attività di controllo. Per i cittadini, al momento, la raccomandazione resta quella di attenersi scrupolosamente alle ordinanze in vigore e agli eventuali aggiornamenti ufficiali dei Comuni.

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