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CRONACA

10.09.2026 06:29
firma Redazione Vivere Montesarchio (montesarchio@vivere.it)

di Redazione Vivere Montesarchio
montesarchio@vivere.it

Airola, nuovo focolaio alla Eco Energy: con la pioggia torna l’allarme delle aziende

Le fiamme sembravano ormai domate, ma all’alba di ieri un nuovo focolaio è tornato ad accendersi nel sito di stoccaggio di via Carracciano, ad Airola. Un nuovo capitolo di una vicenda che, a distanza di giorni dal devastante incendio del 31 agosto, continua a preoccupare cittadini, imprese e istituzioni.

Il rogo si è sviluppato nuovamente nella zona dell’ingresso del deposito, facendo scattare l’allarme e rendendo necessario un ulteriore intervento dei vigili del fuoco, che da giorni continuano a presidiare l’area. Le fiamme sono state circoscritte e domate già nel corso del primo pomeriggio, ma l’attenzione resta alta perché all’interno dell’impianto sono ancora presenti grandi quantità di materiale interessato dall’incendio.

Per questo motivo è stato necessario far intervenire anche altri mezzi e procedere con le operazioni di smassamento dei rifiuti, indispensabili per raggiungere gli strati più profondi del materiale e verificare che non siano rimasti focolai attivi.

Un lavoro complesso che continua a impegnare i vigili del fuoco, protagonisti in queste settimane di numerosi interventi nell’area. Proprio a loro cittadini ed esponenti della minoranza hanno rivolto parole di riconoscenza, definendoli «i veri eroi del disastro», per l’attività svolta senza sosta, giorno e notte, nel tentativo di mettere in sicurezza il sito.

Alla luce delle indicazioni arrivate dai vigili del fuoco, il sindaco Vincenzo Falzarano ha adottato una nuova e immediata ordinanza per garantire che l’area venga sottoposta a vigilanza continua, 24 ore su 24.

Il servizio sarà predisposto dalla società Eco Energy, attraverso l’amministratore giudiziario Luigi Mazzone, con l’obiettivo di assicurare un controllo costante del sito e intervenire tempestivamente in caso di nuovi segnali di combustione.

Una misura che evidenzia come l’emergenza non possa ancora considerarsi definitivamente superata.

E mentre le squadre continuano a lavorare per eliminare ogni possibile focolaio, sul territorio si apre un'altra questione: quella legata alle conseguenze della pioggia sui materiali rimasti nell’area.

È proprio questo il timore espresso da dieci aziende dell’area Pip di Airola, direttamente coinvolta dagli effetti del grande incendio del 31 agosto. Le imprese hanno scritto al prefetto di Benevento Raffaela Moscarella e al procuratore della Repubblica Nicola D’Angelo, chiedendo interventi urgenti per mettere in sicurezza il sito.

La preoccupazione è legata al possibile dilavamento provocato dalle precipitazioni. L’acqua, entrando in contatto con i residui dell’incendio e con i materiali ancora presenti nell’area, potrebbe infatti trascinare nel terreno o nelle acque circostanti sostanze potenzialmente inquinanti.

Un rischio che le aziende chiedono di affrontare prima che le condizioni meteorologiche possano aggravare una situazione già delicata.

Il nuovo focolaio riaccende dunque i riflettori sulla Eco Energy e su un'area che, dopo il rogo di fine agosto, resta sotto osservazione.

Da una parte c’è la necessità di completare le operazioni di spegnimento e smassamento, verificando che non vi siano ulteriori punti di combustione; dall’altra emerge l’urgenza di mettere in sicurezza ciò che resta del materiale bruciato e scongiurare possibili conseguenze ambientali.

Il fuoco è quasi spento, ma l’emergenza non può ancora dirsi conclusa. Ora la partita si sposta sulla prevenzione e sulla capacità di evitare che le prossime piogge trasformino i residui del devastante incendio in un nuovo problema per il territorio e per le attività produttive della zona.

Aprilo qui https://vivere.me/g6FC
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Airola, nuovo focolaio alla Eco Energy: con la pioggia torna l’allarme delle aziende

Le fiamme sembravano ormai domate, ma all’alba di ieri un nuovo focolaio è tornato ad accendersi nel sito di stoccaggio di via Carracciano, ad Airola. Un nuovo capitolo di una vicenda che, a distanza di giorni dal devastante incendio del 31 agosto, continua a preoccupare cittadini, imprese e istituzioni.

Il rogo si è sviluppato nuovamente nella zona dell’ingresso del deposito, facendo scattare l’allarme e rendendo necessario un ulteriore intervento dei vigili del fuoco, che da giorni continuano a presidiare l’area. Le fiamme sono state circoscritte e domate già nel corso del primo pomeriggio, ma l’attenzione resta alta perché all’interno dell’impianto sono ancora presenti grandi quantità di materiale interessato dall’incendio.

Per questo motivo è stato necessario far intervenire anche altri mezzi e procedere con le operazioni di smassamento dei rifiuti, indispensabili per raggiungere gli strati più profondi del materiale e verificare che non siano rimasti focolai attivi.

Un lavoro complesso che continua a impegnare i vigili del fuoco, protagonisti in queste settimane di numerosi interventi nell’area. Proprio a loro cittadini ed esponenti della minoranza hanno rivolto parole di riconoscenza, definendoli «i veri eroi del disastro», per l’attività svolta senza sosta, giorno e notte, nel tentativo di mettere in sicurezza il sito.

Alla luce delle indicazioni arrivate dai vigili del fuoco, il sindaco Vincenzo Falzarano ha adottato una nuova e immediata ordinanza per garantire che l’area venga sottoposta a vigilanza continua, 24 ore su 24.

Il servizio sarà predisposto dalla società Eco Energy, attraverso l’amministratore giudiziario Luigi Mazzone, con l’obiettivo di assicurare un controllo costante del sito e intervenire tempestivamente in caso di nuovi segnali di combustione.

Una misura che evidenzia come l’emergenza non possa ancora considerarsi definitivamente superata.

E mentre le squadre continuano a lavorare per eliminare ogni possibile focolaio, sul territorio si apre un'altra questione: quella legata alle conseguenze della pioggia sui materiali rimasti nell’area.

È proprio questo il timore espresso da dieci aziende dell’area Pip di Airola, direttamente coinvolta dagli effetti del grande incendio del 31 agosto. Le imprese hanno scritto al prefetto di Benevento Raffaela Moscarella e al procuratore della Repubblica Nicola D’Angelo, chiedendo interventi urgenti per mettere in sicurezza il sito.

La preoccupazione è legata al possibile dilavamento provocato dalle precipitazioni. L’acqua, entrando in contatto con i residui dell’incendio e con i materiali ancora presenti nell’area, potrebbe infatti trascinare nel terreno o nelle acque circostanti sostanze potenzialmente inquinanti.

Un rischio che le aziende chiedono di affrontare prima che le condizioni meteorologiche possano aggravare una situazione già delicata.

Il nuovo focolaio riaccende dunque i riflettori sulla Eco Energy e su un'area che, dopo il rogo di fine agosto, resta sotto osservazione.

Da una parte c’è la necessità di completare le operazioni di spegnimento e smassamento, verificando che non vi siano ulteriori punti di combustione; dall’altra emerge l’urgenza di mettere in sicurezza ciò che resta del materiale bruciato e scongiurare possibili conseguenze ambientali.

Il fuoco è quasi spento, ma l’emergenza non può ancora dirsi conclusa. Ora la partita si sposta sulla prevenzione e sulla capacità di evitare che le prossime piogge trasformino i residui del devastante incendio in un nuovo problema per il territorio e per le attività produttive della zona.


Airola, nuovo focolaio alla Eco Energy: con la pioggia torna l’allarme delle aziende
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Airola, nuovo focolaio alla Eco Energy: con la pioggia torna l’allarme delle aziende

Le fiamme sembravano ormai domate, ma all’alba di ieri un nuovo focolaio è tornato ad accendersi nel sito di stoccaggio di via Carracciano, ad Airola. Un nuovo capitolo di una vicenda che, a distanza di giorni dal devastante incendio del 31 agosto, continua a preoccupare cittadini, imprese e istituzioni.

Il rogo si è sviluppato nuovamente nella zona dell’ingresso del deposito, facendo scattare l’allarme e rendendo necessario un ulteriore intervento dei vigili del fuoco, che da giorni continuano a presidiare l’area. Le fiamme sono state circoscritte e domate già nel corso del primo pomeriggio, ma l’attenzione resta alta perché all’interno dell’impianto sono ancora presenti grandi quantità di materiale interessato dall’incendio.

Per questo motivo è stato necessario far intervenire anche altri mezzi e procedere con le operazioni di smassamento dei rifiuti, indispensabili per raggiungere gli strati più profondi del materiale e verificare che non siano rimasti focolai attivi.

Un lavoro complesso che continua a impegnare i vigili del fuoco, protagonisti in queste settimane di numerosi interventi nell’area. Proprio a loro cittadini ed esponenti della minoranza hanno rivolto parole di riconoscenza, definendoli «i veri eroi del disastro», per l’attività svolta senza sosta, giorno e notte, nel tentativo di mettere in sicurezza il sito.

Alla luce delle indicazioni arrivate dai vigili del fuoco, il sindaco Vincenzo Falzarano ha adottato una nuova e immediata ordinanza per garantire che l’area venga sottoposta a vigilanza continua, 24 ore su 24.

Il servizio sarà predisposto dalla società Eco Energy, attraverso l’amministratore giudiziario Luigi Mazzone, con l’obiettivo di assicurare un controllo costante del sito e intervenire tempestivamente in caso di nuovi segnali di combustione.

Una misura che evidenzia come l’emergenza non possa ancora considerarsi definitivamente superata.

E mentre le squadre continuano a lavorare per eliminare ogni possibile focolaio, sul territorio si apre un'altra questione: quella legata alle conseguenze della pioggia sui materiali rimasti nell’area.

È proprio questo il timore espresso da dieci aziende dell’area Pip di Airola, direttamente coinvolta dagli effetti del grande incendio del 31 agosto. Le imprese hanno scritto al prefetto di Benevento Raffaela Moscarella e al procuratore della Repubblica Nicola D’Angelo, chiedendo interventi urgenti per mettere in sicurezza il sito.

La preoccupazione è legata al possibile dilavamento provocato dalle precipitazioni. L’acqua, entrando in contatto con i residui dell’incendio e con i materiali ancora presenti nell’area, potrebbe infatti trascinare nel terreno o nelle acque circostanti sostanze potenzialmente inquinanti.

Un rischio che le aziende chiedono di affrontare prima che le condizioni meteorologiche possano aggravare una situazione già delicata.

Il nuovo focolaio riaccende dunque i riflettori sulla Eco Energy e su un'area che, dopo il rogo di fine agosto, resta sotto osservazione.

Da una parte c’è la necessità di completare le operazioni di spegnimento e smassamento, verificando che non vi siano ulteriori punti di combustione; dall’altra emerge l’urgenza di mettere in sicurezza ciò che resta del materiale bruciato e scongiurare possibili conseguenze ambientali.

Il fuoco è quasi spento, ma l’emergenza non può ancora dirsi conclusa. Ora la partita si sposta sulla prevenzione e sulla capacità di evitare che le prossime piogge trasformino i residui del devastante incendio in un nuovo problema per il territorio e per le attività produttive della zona.

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