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CULTURA |
da UfficioStampaVinestate |
A Torrecuso nasce il MEACT, il Museo Enologico d’Arte Contemporanea |
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Torrecuso si prepara ad accogliere una nuova realtà culturale. In occasione di Vinestate 2026, giovedì 3 settembre, sarà inaugurato il MEACT – Museo Enologico d’Arte Contemporanea, un progetto promosso dal Comune con l’obiettivo di trasformare una collezione già appartenente al patrimonio civico in un museo aperto alla comunità e capace di restituire una nuova funzione culturale agli spazi del centro storico. L’appuntamento è fissato per le ore 18.30 e rappresenta uno degli eventi culturali di punta dell’edizione 2026 di Vinestate. Il nuovo museo nasce dal legame tra due elementi fortemente identitari per Torrecuso: la cultura del vino e la tradizione enologica del Sannio da una parte, la ricerca e i linguaggi dell’arte contemporanea dall’altra. Il nucleo iniziale del MEACT è composto da oltre quaranta opere a tema vino già presenti nel patrimonio comunale. Da questa collezione prende forma un progetto più ampio, destinato a svilupparsi nel tempo attraverso mostre, incontri ed eventi e a mettere in relazione l’arte con il territorio, la cultura materiale e la comunità. La direzione scientifica del museo è affidata a Francesco Creta, curatore e critico d’arte contemporanea. «Vedo il museo come uno spazio vivo e aperto soprattutto alla cittadinanza», spiega Creta, sottolineando la volontà di fare del MEACT non soltanto un luogo destinato alle esposizioni, ma uno spazio di relazione e produzione culturale, capace di avvicinare stabilmente la comunità all’arte contemporanea. Il primo progetto espositivo scelto per inaugurare la nuova istituzione è “Cosmogonie. Mito e materia”, curato dallo stesso Creta e visitabile dal 3 settembre al 30 novembre 2026. La mostra affronta il tema della cosmogonia, intesa come racconto dell’origine e della trasformazione della materia, utilizzandolo anche come metafora della nascita del museo. «Aprire con una cosmogonia, con la formazione del mito e la nascita dei corpi celesti, significa dichiarare che l’istituzione non sarà un organismo immobile, ma una mutazione continua, radicata prima di tutto a Torrecuso», spiega il curatore. Tre gli artisti coinvolti nel primo percorso espositivo: Gianluca Sità, Paolo Covino e Vincenzo Rusciano, protagonisti di tre differenti interpretazioni del rapporto tra mito, materia e contemporaneità. Sità concentra la propria ricerca sulla relazione tra mito, segno e interpretazione, trasformando la figura di Atropo, una delle Moire, nella forma di una falena. Covino rivolge invece il proprio sguardo alle architetture agricole in pietra del territorio, fotografate durante la notte e restituite attraverso le immagini a una dimensione monumentale e quasi archeologica, anche nel loro rapporto con l’abbandono. Rusciano lavora infine sul frammento e sulla costruzione installativa, mettendo in discussione il concetto di monumentalità attraverso forme spezzate, equilibri instabili e rapporti di forza. Con “Cosmogonie. Mito e materia”, dunque, il MEACT non si limita ad aprire le proprie porte, ma presenta fin da subito l'idea di un museo in evoluzione, nato da una collezione esistente e proiettato verso la creazione di nuove relazioni tra arte contemporanea, territorio e comunità. L’inaugurazione del 3 settembre, inserita nel programma di Vinestate 2026, segna così l’avvio di una nuova esperienza culturale per Torrecuso, dove il patrimonio legato alla cultura del vino diventa il punto di partenza per un confronto con i linguaggi e le ricerche dell’arte contemporanea. |
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CULTURA
A Torrecuso nasce il MEACT, il Museo Enologico d’Arte Contemporanea
Torrecuso si prepara ad accogliere una nuova realtà culturale. In occasione di Vinestate 2026, giovedì 3 settembre, sarà inaugurato il MEACT – Museo Enologico d’Arte Contemporanea, un progetto promosso dal Comune con l’obiettivo di trasformare una collezione già appartenente al patrimonio civico in un museo aperto alla comunità e capace di restituire una nuova funzione culturale agli spazi del centro storico.
L’appuntamento è fissato per le ore 18.30 e rappresenta uno degli eventi culturali di punta dell’edizione 2026 di Vinestate. Il nuovo museo nasce dal legame tra due elementi fortemente identitari per Torrecuso: la cultura del vino e la tradizione enologica del Sannio da una parte, la ricerca e i linguaggi dell’arte contemporanea dall’altra.
Il nucleo iniziale del MEACT è composto da oltre quaranta opere a tema vino già presenti nel patrimonio comunale. Da questa collezione prende forma un progetto più ampio, destinato a svilupparsi nel tempo attraverso mostre, incontri ed eventi e a mettere in relazione l’arte con il territorio, la cultura materiale e la comunità.
La direzione scientifica del museo è affidata a Francesco Creta, curatore e critico d’arte contemporanea. «Vedo il museo come uno spazio vivo e aperto soprattutto alla cittadinanza», spiega Creta, sottolineando la volontà di fare del MEACT non soltanto un luogo destinato alle esposizioni, ma uno spazio di relazione e produzione culturale, capace di avvicinare stabilmente la comunità all’arte contemporanea.
Il primo progetto espositivo scelto per inaugurare la nuova istituzione è “Cosmogonie. Mito e materia”, curato dallo stesso Creta e visitabile dal 3 settembre al 30 novembre 2026.
La mostra affronta il tema della cosmogonia, intesa come racconto dell’origine e della trasformazione della materia, utilizzandolo anche come metafora della nascita del museo. «Aprire con una cosmogonia, con la formazione del mito e la nascita dei corpi celesti, significa dichiarare che l’istituzione non sarà un organismo immobile, ma una mutazione continua, radicata prima di tutto a Torrecuso», spiega il curatore.
Tre gli artisti coinvolti nel primo percorso espositivo: Gianluca Sità, Paolo Covino e Vincenzo Rusciano, protagonisti di tre differenti interpretazioni del rapporto tra mito, materia e contemporaneità.
Sità concentra la propria ricerca sulla relazione tra mito, segno e interpretazione, trasformando la figura di Atropo, una delle Moire, nella forma di una falena. Covino rivolge invece il proprio sguardo alle architetture agricole in pietra del territorio, fotografate durante la notte e restituite attraverso le immagini a una dimensione monumentale e quasi archeologica, anche nel loro rapporto con l’abbandono.
Rusciano lavora infine sul frammento e sulla costruzione installativa, mettendo in discussione il concetto di monumentalità attraverso forme spezzate, equilibri instabili e rapporti di forza.
Con “Cosmogonie. Mito e materia”, dunque, il MEACT non si limita ad aprire le proprie porte, ma presenta fin da subito l'idea di un museo in evoluzione, nato da una collezione esistente e proiettato verso la creazione di nuove relazioni tra arte contemporanea, territorio e comunità.
L’inaugurazione del 3 settembre, inserita nel programma di Vinestate 2026, segna così l’avvio di una nuova esperienza culturale per Torrecuso, dove il patrimonio legato alla cultura del vino diventa il punto di partenza per un confronto con i linguaggi e le ricerche dell’arte contemporanea.
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A Torrecuso nasce il MEACT, il Museo Enologico d’Arte Contemporanea
Torrecuso si prepara ad accogliere una nuova realtà culturale. In occasione di Vinestate 2026, giovedì 3 settembre, sarà inaugurato il MEACT – Museo Enologico d’Arte Contemporanea, un progetto promosso dal Comune con l’obiettivo di trasformare una collezione già appartenente al patrimonio civico in un museo aperto alla comunità e capace di restituire una nuova funzione culturale agli spazi del centro storico.
L’appuntamento è fissato per le ore 18.30 e rappresenta uno degli eventi culturali di punta dell’edizione 2026 di Vinestate. Il nuovo museo nasce dal legame tra due elementi fortemente identitari per Torrecuso: la cultura del vino e la tradizione enologica del Sannio da una parte, la ricerca e i linguaggi dell’arte contemporanea dall’altra.
Il nucleo iniziale del MEACT è composto da oltre quaranta opere a tema vino già presenti nel patrimonio comunale. Da questa collezione prende forma un progetto più ampio, destinato a svilupparsi nel tempo attraverso mostre, incontri ed eventi e a mettere in relazione l’arte con il territorio, la cultura materiale e la comunità.
La direzione scientifica del museo è affidata a Francesco Creta, curatore e critico d’arte contemporanea. «Vedo il museo come uno spazio vivo e aperto soprattutto alla cittadinanza», spiega Creta, sottolineando la volontà di fare del MEACT non soltanto un luogo destinato alle esposizioni, ma uno spazio di relazione e produzione culturale, capace di avvicinare stabilmente la comunità all’arte contemporanea.
Il primo progetto espositivo scelto per inaugurare la nuova istituzione è “Cosmogonie. Mito e materia”, curato dallo stesso Creta e visitabile dal 3 settembre al 30 novembre 2026.
La mostra affronta il tema della cosmogonia, intesa come racconto dell’origine e della trasformazione della materia, utilizzandolo anche come metafora della nascita del museo. «Aprire con una cosmogonia, con la formazione del mito e la nascita dei corpi celesti, significa dichiarare che l’istituzione non sarà un organismo immobile, ma una mutazione continua, radicata prima di tutto a Torrecuso», spiega il curatore.
Tre gli artisti coinvolti nel primo percorso espositivo: Gianluca Sità, Paolo Covino e Vincenzo Rusciano, protagonisti di tre differenti interpretazioni del rapporto tra mito, materia e contemporaneità.
Sità concentra la propria ricerca sulla relazione tra mito, segno e interpretazione, trasformando la figura di Atropo, una delle Moire, nella forma di una falena. Covino rivolge invece il proprio sguardo alle architetture agricole in pietra del territorio, fotografate durante la notte e restituite attraverso le immagini a una dimensione monumentale e quasi archeologica, anche nel loro rapporto con l’abbandono.
Rusciano lavora infine sul frammento e sulla costruzione installativa, mettendo in discussione il concetto di monumentalità attraverso forme spezzate, equilibri instabili e rapporti di forza.
Con “Cosmogonie. Mito e materia”, dunque, il MEACT non si limita ad aprire le proprie porte, ma presenta fin da subito l'idea di un museo in evoluzione, nato da una collezione esistente e proiettato verso la creazione di nuove relazioni tra arte contemporanea, territorio e comunità.
L’inaugurazione del 3 settembre, inserita nel programma di Vinestate 2026, segna così l’avvio di una nuova esperienza culturale per Torrecuso, dove il patrimonio legato alla cultura del vino diventa il punto di partenza per un confronto con i linguaggi e le ricerche dell’arte contemporanea.

