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CRONACA |
di Redazione Vivere Montesarchio |
Sannita indagata per cinque presunte truffe: «Usata la mia identità» |
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Ha risposto a tutte le domande degli investigatori e ha respinto ogni accusa. È la posizione della 35enne di Melizzano, finita al centro di cinque procedimenti penali avviati presso diverse Procure italiane per ipotesi di truffa aggravata in concorso con persone al momento ignote. La donna, assistita dall’avvocato Massimo Viscusi, è stata ascoltata nell’ambito dell’interrogatorio investigativo disposto dalla Procura della Repubblica di Piacenza e coordinato dal pubblico ministero Antonio Colonna. L’atto si è svolto davanti ai carabinieri della Stazione di Frasso Telesino, delegati dagli inquirenti emiliani. Nel corso dell’interrogatorio, la 35enne ha ricostruito la propria versione dei fatti, risalendo all’agosto del 2025. Secondo quanto riferito dalla donna, in quel periodo avrebbe consegnato i propri documenti personali a soggetti conosciuti attraverso alcune offerte pubblicizzate su Internet. Quei documenti, sempre secondo il suo racconto, non le sarebbero poi stati restituiti. Da quel momento sarebbero iniziati i problemi giudiziari. Il nome della 35enne sarebbe infatti comparso in cinque diversi procedimenti relativi a presunte truffe commesse in varie zone d’Italia, episodi che la donna sostiene di non aver mai commesso. L'indagine della Procura di Piacenza riguarderebbe operazioni per circa 10mila euro. Un secondo procedimento, ormai prossimo alla conclusione della fase investigativa, avrebbe invece per oggetto una somma di circa 30mila euro. Altri tre fascicoli si troverebbero ancora nelle fasi iniziali. Almeno 40mila euro, dunque, quelli complessivamente quantificati nei due procedimenti, ma la 35enne sostiene di non aver mai ricevuto né utilizzato quelle somme. Proprio la ricostruzione dei movimenti finanziari potrebbe rappresentare uno degli aspetti centrali dell'inchiesta. La donna ha messo a disposizione degli investigatori la documentazione relativa ai due conti correnti di cui dichiara di essere titolare, sostenendo che su quei rapporti non siano mai transitati i soldi oggetto delle contestazioni. Gli accertamenti dovranno quindi stabilire dove siano confluite le somme delle presunte truffe e chi abbia effettivamente gestito i relativi rapporti bancari. Particolare attenzione sarà riservata anche all'eventuale utilizzo di conti intestati alla 35enne, per verificare come siano stati aperti e da chi siano stati concretamente utilizzati. La linea della difesa è quella del furto d’identità: secondo la versione fornita dalla donna, qualcuno avrebbe acquisito i suoi dati personali per poi utilizzarli, a sua insaputa, nelle operazioni finite sotto accusa. Per questo motivo la 35enne, attraverso il proprio legale, ha annunciato anche la presentazione di una querela contro ignoti per il presunto furto della propria identità. Saranno ora gli ulteriori accertamenti sui documenti, sui conti correnti e sulle operazioni finanziarie a fare chiarezza sulla vicenda e a stabilire chi abbia materialmente gestito le somme contestate. Al momento, per la 35enne, si tratta di accuse ancora al vaglio degli inquirenti e tutte da dimostrare in sede giudiziaria.
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CRONACA
Sannita indagata per cinque presunte truffe: «Usata la mia identità»
Ha risposto a tutte le domande degli investigatori e ha respinto ogni accusa. È la posizione della 35enne di Melizzano, finita al centro di cinque procedimenti penali avviati presso diverse Procure italiane per ipotesi di truffa aggravata in concorso con persone al momento ignote.
La donna, assistita dall’avvocato Massimo Viscusi, è stata ascoltata nell’ambito dell’interrogatorio investigativo disposto dalla Procura della Repubblica di Piacenza e coordinato dal pubblico ministero Antonio Colonna. L’atto si è svolto davanti ai carabinieri della Stazione di Frasso Telesino, delegati dagli inquirenti emiliani.
Nel corso dell’interrogatorio, la 35enne ha ricostruito la propria versione dei fatti, risalendo all’agosto del 2025. Secondo quanto riferito dalla donna, in quel periodo avrebbe consegnato i propri documenti personali a soggetti conosciuti attraverso alcune offerte pubblicizzate su Internet. Quei documenti, sempre secondo il suo racconto, non le sarebbero poi stati restituiti.
Da quel momento sarebbero iniziati i problemi giudiziari. Il nome della 35enne sarebbe infatti comparso in cinque diversi procedimenti relativi a presunte truffe commesse in varie zone d’Italia, episodi che la donna sostiene di non aver mai commesso.
L'indagine della Procura di Piacenza riguarderebbe operazioni per circa 10mila euro. Un secondo procedimento, ormai prossimo alla conclusione della fase investigativa, avrebbe invece per oggetto una somma di circa 30mila euro. Altri tre fascicoli si troverebbero ancora nelle fasi iniziali.
Almeno 40mila euro, dunque, quelli complessivamente quantificati nei due procedimenti, ma la 35enne sostiene di non aver mai ricevuto né utilizzato quelle somme.
Proprio la ricostruzione dei movimenti finanziari potrebbe rappresentare uno degli aspetti centrali dell'inchiesta. La donna ha messo a disposizione degli investigatori la documentazione relativa ai due conti correnti di cui dichiara di essere titolare, sostenendo che su quei rapporti non siano mai transitati i soldi oggetto delle contestazioni.
Gli accertamenti dovranno quindi stabilire dove siano confluite le somme delle presunte truffe e chi abbia effettivamente gestito i relativi rapporti bancari. Particolare attenzione sarà riservata anche all'eventuale utilizzo di conti intestati alla 35enne, per verificare come siano stati aperti e da chi siano stati concretamente utilizzati.
La linea della difesa è quella del furto d’identità: secondo la versione fornita dalla donna, qualcuno avrebbe acquisito i suoi dati personali per poi utilizzarli, a sua insaputa, nelle operazioni finite sotto accusa.
Per questo motivo la 35enne, attraverso il proprio legale, ha annunciato anche la presentazione di una querela contro ignoti per il presunto furto della propria identità.
Saranno ora gli ulteriori accertamenti sui documenti, sui conti correnti e sulle operazioni finanziarie a fare chiarezza sulla vicenda e a stabilire chi abbia materialmente gestito le somme contestate. Al momento, per la 35enne, si tratta di accuse ancora al vaglio degli inquirenti e tutte da dimostrare in sede giudiziaria.
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Sannita indagata per cinque presunte truffe: «Usata la mia identità»
Ha risposto a tutte le domande degli investigatori e ha respinto ogni accusa. È la posizione della 35enne di Melizzano, finita al centro di cinque procedimenti penali avviati presso diverse Procure italiane per ipotesi di truffa aggravata in concorso con persone al momento ignote.
La donna, assistita dall’avvocato Massimo Viscusi, è stata ascoltata nell’ambito dell’interrogatorio investigativo disposto dalla Procura della Repubblica di Piacenza e coordinato dal pubblico ministero Antonio Colonna. L’atto si è svolto davanti ai carabinieri della Stazione di Frasso Telesino, delegati dagli inquirenti emiliani.
Nel corso dell’interrogatorio, la 35enne ha ricostruito la propria versione dei fatti, risalendo all’agosto del 2025. Secondo quanto riferito dalla donna, in quel periodo avrebbe consegnato i propri documenti personali a soggetti conosciuti attraverso alcune offerte pubblicizzate su Internet. Quei documenti, sempre secondo il suo racconto, non le sarebbero poi stati restituiti.
Da quel momento sarebbero iniziati i problemi giudiziari. Il nome della 35enne sarebbe infatti comparso in cinque diversi procedimenti relativi a presunte truffe commesse in varie zone d’Italia, episodi che la donna sostiene di non aver mai commesso.
L'indagine della Procura di Piacenza riguarderebbe operazioni per circa 10mila euro. Un secondo procedimento, ormai prossimo alla conclusione della fase investigativa, avrebbe invece per oggetto una somma di circa 30mila euro. Altri tre fascicoli si troverebbero ancora nelle fasi iniziali.
Almeno 40mila euro, dunque, quelli complessivamente quantificati nei due procedimenti, ma la 35enne sostiene di non aver mai ricevuto né utilizzato quelle somme.
Proprio la ricostruzione dei movimenti finanziari potrebbe rappresentare uno degli aspetti centrali dell'inchiesta. La donna ha messo a disposizione degli investigatori la documentazione relativa ai due conti correnti di cui dichiara di essere titolare, sostenendo che su quei rapporti non siano mai transitati i soldi oggetto delle contestazioni.
Gli accertamenti dovranno quindi stabilire dove siano confluite le somme delle presunte truffe e chi abbia effettivamente gestito i relativi rapporti bancari. Particolare attenzione sarà riservata anche all'eventuale utilizzo di conti intestati alla 35enne, per verificare come siano stati aperti e da chi siano stati concretamente utilizzati.
La linea della difesa è quella del furto d’identità: secondo la versione fornita dalla donna, qualcuno avrebbe acquisito i suoi dati personali per poi utilizzarli, a sua insaputa, nelle operazioni finite sotto accusa.
Per questo motivo la 35enne, attraverso il proprio legale, ha annunciato anche la presentazione di una querela contro ignoti per il presunto furto della propria identità.
Saranno ora gli ulteriori accertamenti sui documenti, sui conti correnti e sulle operazioni finanziarie a fare chiarezza sulla vicenda e a stabilire chi abbia materialmente gestito le somme contestate. Al momento, per la 35enne, si tratta di accuse ancora al vaglio degli inquirenti e tutte da dimostrare in sede giudiziaria.

